Prendo atto dell’avvenuto incontro – finalmente – fra proprietà Gancia e Giunta Comunale (qui di seguito il comunicato ufficiale).
Evidentemente il mio intervento ha scosso dal beato torpore l’Amministrazione che aveva accettato senza porsi alcun interrogativo, le iniziative imprenditoriali della casa spumantiera.
Nei giorni passati ed in ultimo Perna ed il Sindaco, hanno replicato al mio intervento con notevole spirito di rassicurazione, con invito a rivolgere lo sguardo ad un migliore (seppur lontano) futuro, invocando l’unità di intenti delle parti, il tutto condito con un poco convinto refrain di territorio, storia, Unesco, turismo etc…
Certo non si può pretendere che vengano prodotti i carteggi fra le banche, che hanno appoggiato il piano di ristrutturazione, e la proprietà, ci mancherebbe.
Ma perchè le parole sino ad ora spese non siano chiacchiere fumose qualche dato e numero in più sarebbe ora necessario.
Mancando questi, rimangono intatte le mie preoccupazioni per i lavoratori, per la produzione industriale sino a ieri in essere, per le economie delle imprese agricole legate alla Gancia nonchè per l’indotto che gravita intorno alle produzioni della maison canellese.
Queste sono le mie preoccupazioni, da consigliere di minoranza (non opposizione, Sindaco, il regolamento comunale mi definisce così), che si fa interprete, in quanto direttamente sollecitato in tal senso, delle preoccupazioni di molti canellesi.
Scelga il Sindaco se dormire sonni tranquilli o preoccuparsi ed occuparsi di queste vicende che riguardano da vicino la città che pretende di amministrare. Dati alla mano.
Comunicato: Gancia, l’Amministrazione prende atto e tempo – L’incontro tra l’amministratore delegato dell’azienda Gancia, Paolo Fontana, il sindaco di Canelli Marco Gabusi e l’assessore alle attività produttive Nino Perna, svoltosi giovedì 15 marzo, secondo il comunicato stampa inviato dal Comune ai media «conferma (come peraltro già quello di gennaio con il nuovo socio di maggioranza Roustam Tariko) la volontà di questa importante maison vinicola canellese nel proseguire e rafforzare il suo legame con la città che dura da oltre 150 anni. Volontà espressa non solo a parole, ma con un piano industriale, approvato dieci mesi or sono, che mira a rilanciare spumanti, Asti e vermouth, ma soprattutto che vede Canelli ed il suo territorio al centro di tale nuovo sviluppo.
Per dare seguito a questo piano di rilancio che richiede un nuovo modello organizzativo si rende necessaria una riduzione del personale oltre al ritorno di tutte le attività nella sede storica di Canelli.
Una Gancia dimensionata correttamente per diventare leader internazionale porterà sicuramente nel medio periodo opportunità per il territorio.
Le difficoltà di questa situazione che vivranno le famiglie coinvolte, saranno affrontate dall’azienda e dall’amministrazione comunale cercando tutte le possibili opportunità per chi, da anni, collabora con Gancia.
Un’amministrazione comunale, però, non può limitarsi ad affrontare i singoli casi di aziende in difficoltà, ma deve creare i presupposti affinché nascano nuove possibilità economiche. In quest’ottica da anni ormai si lavora al Progetto Unesco (cui partecipano realtà istituzionali ed imprenditoriali di rilievo, fra cui la stessa Gancia), e più in generale ad un piano turistico che veda questi territori come punto di attrazione nazionale ed internazionale.
A tale scopo si spiegano le presenze televisive, la partecipazione a fiere come quella di Berlino, il nuovo corso d’indirizzo turistico dell’Istituto Pellati e le numerose iniziative che ci hanno portato a quadruplicare (dati dell’ufficio turistico) le presenze nelle nostre Cattedrali Sotterranee nei primi due mesi del 2012. Certo il lavoro è ancora lungo, ma questa è la strada giusta per dare nuovi sbocchi lavorativi ai canellesi.
In una vicenda del genere ritengo sia poco utile che qualcuno si erga a profeta sostenendo “l’avevo detto”. In questo modo non si apporta nulla di costruttivo alla discussione, semmai si utilizzano i tagli al personale per avere visibilità come consigliere d’opposizione, e chi governa una città non sa che farsene di polemiche di questo tipo … e ancora meno i lavoratori a rischio