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Ogni giorno vado in farmacia, compro una scatola di pastiglie e questo mi fa sentire bene.
Ogni giorno il farmacista si spazientisce perchè non ricordo il nome dei farmaci e chiedo le pastiglie rosa o quelle verdi e, non so perchè, ma questo ai dottori dà molto fastidio.

Quasi ogni giorno il mio farmacista fa lunghi discorsi sulla farmacodipendenza e mi guarda con disappunto.
Quando non parla di dipendenza, il mio farmacista dice che un uomo con il mio aspetto, anche se ho 70 anni, non dovrebbe avere bisogno di tante medicine. Quando non dice questo, il mio farmacista cerca di convincermi a sostituire le medicine con orribili compresse verdi e ruvide a base di estratti vegetali.

Ogni sera torno a casa, apro le scatolette, estraggo tutte le pastiglie colorate e provo una gran soddisfazione.
Il mio farmacista non sa che con le sue preziose pillole e un pò di colla io passo le mie serate a costruire deliziosi oggetti colorati.
Lui non sa la gioia che provo nel vederle schierate sul tavolo con le loro forme perfette e i colori sgargianti, pronte per essere incollate.

Non sa come questo mi rilassi e mi aiuti a prendere sonno.
A volte il mio farmacista parla di ‘uso improprio dei farmaci’ e a me viene da ridere.

Annalisa Sacco

La toppa è peggio del buco, si dice solitamente.

Capita anche al mio Sindaco, evidentemente irritato dalle mie dichiarazioni sull’uscita di Canelli dalla Comunità Collinare. Non trova di meglio di accusarmi di essere un demagogo e di non basare le mie argomentazioni su fatti concreti.
Non scendo nel merito di quanto la sua figura si distingua sino ad oggi per insipienza, tratto amministrativo che paga tutta la città e a cui hanno messo riparo i funzionari e la buona volontà e l’impegno di qualche assessore.

Evidentemente il Sindaco non ha letto lo Statuto della Comunità Collinare (che è invece fatto concreto), affaccendato in altre faccende; glielo riporto, per comodità. Per l’art. 9, pagheremo i costi dell’Unione, anche recedendo.

“Il recesso non deve portare nocumento all’Unione. All’uopo, tutti gli oneri pluriennali in corso continuano ad essere sostenuti con la partecipazione del Comune recedente, fino all’estinzione degli stessi. E’ consentito al comune recedente di affrancare i medesimi, in tutto o in parte, fatti salvi i diversi accordi conclusi con il consiglio dell’Unione. Il recesso comporta automaticamente la rinuncia a tutti i diritti afferenti le attività patrimoniali esistenti all’atto del recesso o che in futuro avessero a realizzarsi”.

Quali sono, dunque, questi costi? I contratti pluriennali ed i mutui che la Comunità Collinare ha sottoscritto da quando è nata ad oggi ed il personale (gli uffici amministrativi, i vigili ad esempio). E si conti che il Comune di Canelli si onererebbe della maggior quota in quanto avente il maggior numero di abitanti.

Quanto costerà tutto questo? Questi sono i fatti che il Sindaco non dettaglia. Basterà mezzo milione di euro?

Parla di maggiori oneri che ci darà la Comunità allorquando dovremo condividere altri servizi con la Comunità. Ma il Sindaco non ci dice quali e a quali costi, per il Comune. Quali sono le simulazioni su cui fonda le sue affermazioni?

Ma Il Sindaco ne ha un’idea o ha preannunciato l’uscita dalla Comunità “a scatola chiusa”? Cosa ne pensano i vari Assessori?

Forse è il caso che di su tutto questo relazioni in modo compiuto il Consiglio Comunale e, tramite i funzionari del Comune, la competente I Commissione. Questo sarebbe quantomeno la prova del rispetto delle Istituzioni e un’attenuante al fatto che per l’ennesima volta il Sindaco non ha condiviso, alla luce del sole, nulla di quanto amministrato.

Il 7 dicembre appena trascorso, con comunicazione ufficiale, il Sindaco Gabusi ha chiesto alla Presidenza della Comunità Collinare Langa e Monferrato di quantificare gli oneri derivanti da un’eventuale recesso dalla medesima Comunità.

Si avvicina, dunque, il preannunciato momento del “taglio finale”. Se ne è discusso, anche animatamente, nel corso dell’ultimo consiglio della Comunità Collinare, tenutosi il 14 dicembre.

Mi pare una scelta, che se portata al termine, avrà gravissime conseguenze. In un’epoca in cui i tagli alla spesa pubblica impongono agli enti comunali di unirsi per aver maggior forza nel presentare progetti per ottenere finanziamento pubblico, la nostra Giunta, Canelli, cammina in senso esattamente inverso: ha deciso di chiudersi in un presuntuoso isolazionismo, convinta che da soli è bello e meglio; che i Comuni limitrofi faranno la fila, come poveri mendicanti, a mendicare assistenza e conforto.

Un po’ come quando in passato si decise che gli oneri di urbanizzazione dell’area industriale a Canelli dovessero costare di più che non altrove: i comuni limitrofi ne ebbero a beneficiare, nella misura che oggi è sotto gli occhi di tutti, vedendo lo sviluppo di S. Marzano, Calamandrana e S. Stefano Belbo (nel frattempo la nostra zona industriale ha ampi spazi disponibili). Le avvisaglie di un ragionamento di questa portata si erano già percepite nel corso del dibattito nato contro l’aumento della mensa scolastica per i “forestieri”.

Immagino che a giustificare il distacco verrà buttata sul tavolo, ovviamente a giochi fatti, l’ennesimo, insulso per la sua banalità, “ci conviene di più”, “risparmiamo più a stare fuori”, “non ci conviene condividere con chi si appiccica a noi come un parassita”. Sulla ragione dei costi voglio vedere i conti, quelli reali, non quelli infilati nelle “plissettature” del bilancio, così ben messi da risultare difficilmente ritrovabili. Va da sè che ci riporteremo a casa i Vigili Urbani e ce li pagheremo tutti con i nostri (del nostro bilancio e con le nostre multe) soldi. Ci riporteremo a casa i mutui a suo tempo accesi con il beneficio della Comunità Collinare; non avremo servizi integrati e partecipati con altri Comuni (lo Sportello Unico) il cui costo sarà di esclusiva competenza canellese.

Una visione politica miope – che sacrifica la gallina pur di aver l’uovo – per l’ennesima volta ci consegna a scelte di portata capitale per la nostra Città, senza la benchè minima condivisione se non la riflessione evidentemente svolta con i funzionari del Comune. La convinzione del nostro Sindaco, che manifesta senza mistero in ogni passaggio, è di aver avuto mandato privo di vincoli, autoritario ed assoluto, nel decidere sul destino amministrativo di Canelli. L’impressione è che sovente neanche i Consiglieri o gli Assessori abbiano coscienza (cosa ben diversa da conoscenza, su cui pur dubito) del cammino intrapreso (ad esempio molti consiglieri non capivano di cosa si stesse parlando nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, allorquando si trattava della centrale a gas).

E pensare che solo un paio di mesi fa, con ben altro spirito, la nostra Amministrazione annunciava che con l’intervento della Comunità Collinare si sarebbe realizzata la piscina: un amore durato meno del tempo di un buon bagno per rinfrescarsi le idee.

Era già capitato e certo ricapiterà: la Ramazzotti è di proprietà dei francesi della Pernod Ricard, Campari si acquistò la Riccadonna, Martini & Rossi è di proprietà della Bacardi. Sono le normali evoluzioni che vive il mondo vinicolo su alcune produzioni o per alcune aziende (tipicamente industriali e di famiglia).

Sono convinto che se la Russian Standard di Roustam Tariko, neo proprietario della Gancia, confermerà gli impegni espressi (non sposteremo mai la produzione da Canelli, trasformeremo l’azienda in un brand globale, Sole24Ore del 16 dicembre); per regolamento non potrebbe vinificare più l’Asti spumante quando se ne andasse. Ma è auspicabile un rilancio produttivo ed occupazionale dell’azienda canellese.

Per ora è – intuisco – un’ottima operazione finanziaria, viste le potenzialità dell’azienda, che passano anche attraverso il potenziale sviluppo edilizio che la stessa ha (si parla di un albergo ed una SPA, già a progetto con la vecchia proprietà). Dunque la mia attenzione è concentrata sul piano industriale della Russian standard, per cui dovremo attendere due o tre mesi, come dice nella sua intervista al quotidiano milanese.

Occorrerà sapere se centrale alla produzione dello stabilimento canellese resteranno gli spumanti, se si punterà nuovamente sul vermouth o se, invece, l’interesse è il marchio da abbinare anche ad altri prodotti non necessariamente prodotti in Canelli. Comprendo l’apprensione delle famiglie dei conferenti di uve; sono centinaia di aziende agricole che attendono di conoscere il destino del loro lavoro e che avevano legato allo storico marchio vita ed investimenti.

Il mercato del Moscato in cui interviene il gruppo russo ha necessità di stabilità e ha equilibri delicati, sovente precari; sono economie e strategie di diverso peso e portata, che devono trovare lo stesso passo per evitare crisi e lacerazioni.

Go to China

祝愿所有。今天早上,我离开中国。我将采取我国在这一块遥远的地方民主党。我会告诉你沿途的东西。看到您的到来

Ho letto, divertito, le note di Oscar Bielli. Caspisco la sua stizza quando nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale non accettavo sue affermazioni, riferite alla maggioranza di Gabusi,  del tipo “una maggioranza scollegata dalla città”.

Oggi come allora mi pare sia una predica da un pulpito sbagliato, il suo, quello del capogruppo di minoranza PDL Lega in Comune. A Roma è maggioranza, e sostiene agevolmente che Ruby Rubacuori è la nipote del deposto Mubarack (vista anche la fine di Gheddafi, non è che S.B. sia un menagramo?), di quella maggioranza che ha votato contro l’arresto del Ministro dell’Agricoltura Romano, primo ministro della storia repubblicana ad essere indagato per connessioni con la mafia.

È la politica dei tagli lineari, made in Tremonti, che riduce alla fame le nostre comunità locali al punto tale da compromettere l’erogazione di servizi insostituibili (sanità, scuola, trasporti, assistenza sociale). Sono le prospettive che la sua parte politica regala alla parte produttiva del Paese – e dunque anche degli imprenditori e lavoratori canellesi – con un “decreto sviluppo” promesso, sbandierato, millantato ma vuoto come le promesse amorose di un cantante da crociera o inutile come la Canellitaly di biellesca memoria. È il governo che anche lui rappresenta che rassegna la nostra agricoltura a perdere dignità e finanziamenti a livello europeo a discapito degli altri Paesi della CEE (non si vivrà, se ma si vivrà, di UNESCO, purtroppo).

A Bielli certo non possono appartenere i commenti sul Gruppo dei Cinquanta saggi che hanno animato e condizionato il rimpasto della Giunta Gabusi.

È lo stesso gruppo che gli ha garantito il governo della città canellese, che lo ha affiancato in tante battaglie contro il nemico di sempre, l’onorevole Roberto Marmo. In  occasione delle ultime amministrative il gruppo dei saggi – vista una profonda incompatibilità con la Presidente della Provincia che il buon Bielli rappresentava con tanto di simboli di partito – ha fatto “il salto del fosso”, portandosi appresso voti, consiglieri ed assessori e appoggiando il duo Marmo – Gabusi. Rimane un’unica consolazione al mio compagno di minoranza, Bielli: la ruota delle dimissioni e delle sostituzioni ha portato incredibilmente Marmo a Roma, e la scarsa simpatia politica che lo lega all’on. Armosino, ha relegato il neoparlamentare a sedere nei banchi dei Responsabili di Mimmo Scilipoti. Insomma, visto come nacque il Movimento del Mimmo nazionale, non proprio il massimo se non per i passaggi televisivi in occasione delle discussioni parlamentari per la fiducia  siede alla spalle di Rizzi).

Bielli rivendica per sé la libertà di coscienza, ossia di pensarla in modo diverso dalla linea ortodossa della PDL nazionale.

Legittimo e capisco: vedo l’adesione alla linea intrapresa dall’On. Armosino a livello regionale, in forte contrapposizione alla maggioranza del PDL e della Lega che sostiene il presidente Cota. Apro una breve parentesi: ma la Lega cittadina, canellese, dov’è, chi è, con chi sta? Gli elettori della Lega sono strabici quando votano Bielli alle amministrative o Marmo Gabusi alle amministrative?

Ma quella che Bielli rivendica per sé non è libertà di pensiero, è riposizionamento politico; volendo, può rendere concreta la sua libertà di pensiero, manifestandola pubblicamente: parliamo di  economia, agricoltura, infrastrutture, enti locali? Anche, soprattutto, per la nostra città. Argomenti sui cui la politica nazionale e regionale sono o vuote o devastanti. Carissimo Bielli, le mie non sono perle di saggezza, lo so, adopero solo il buon senso contadino, lo spirito della semplicità e della schiettezza. Può anche non piacerti, ma ci dormo ugualmente.

Canelli è ferma, immobile, nessuna spinta all’innovazione ed alla competitività decantata dall’attuale maggioranza due anni fa in campagna elettorale. Canelli non ne può più di una politica vecchia, ammuffita in stanze segrete, attorcigliata nei rancori di vecchie diatribe, dal basso profilo. Non è questa Tua politica e quella del tuo compagno di viaggio, Roberto Marmo, ciò di cui ha bisogno la nostra comunità e la nostra città.

Dobbiamo essere interlocutori che rappresentino con rispetto le istituzioni e pronti ad interpretare con dignità le esigenze e le vicende della gente che ci ha mandato qui e la comunità che dobbiamo rappresentare.

Rammarica, dunque, apprendere dalle cronache giudiziarie (La Stampa, giovedì 20 ottobre 2011, pg. 67) che nella triste vicenda del sindacalista Cavallo, nata dalla crisi industriale della Trust (pensate: economia, fatturato, posti di lavoro) fu “l’allora presidente della Provincia e attuale parlamentare Roberto Marmo” a indicare “il nome dell’imputato (Cavallo, sindacalista della CGIL FIOM) come persona in grado di stemperare la situazione forte contrapposizione esistente fra la componente datoriale e quella sindacale”. A fronte del pagamento di una somma di “non meno di 40 mila (euro) da pagare in contanti … Cavallo si sarebbe infatti dimostrato possibilista circa la cessazione della conflittualità in azienda”. Per la cronaca, la Trust venne dichiarata insolvente nel 2009 dal Tribunale di Asti e commissariata. I lavoratori persero il posto.

Sapere che il nostro Onorevole canellese è tutto attento alle manovre di palazzo (Espresso, 20 ottobre, pg. 56), pronto all’ennesimo cambio in corsa insieme all’amico di partito Mimmo Scilipoti. Non pare sia altrettante attento a cercare risorse per la Casa della Salute o fondi per il plesso unico scolastico o per la Canelli Nizza o per la rete a banda larga o connessioni commerciali per il comparto enomeccanico canellese.

click hereIl solito vecchio teatrino, dove a pagare il costo di un salatissimo biglietto sarà la nostra cittadina, insieme alla politica e all’economia astigiana.

Casa della Salute
Il 19 ottobre appena trascorso, ho incontrato il Commissario ASL di Asti, Valter Galante. Con me erano presenti il Sindaco Gabusi ed Bielli per l’altro gruppo di minoranza, oltre ad Alessadnro Rosso in veste di presidente del Consiglio Comunale.
Il Commissario ha ribadito brevemente le intenzioni dell’ASL sul plesso di via Alba, destinato alla vendita per finanziare il termine della Casa della Salute, ribadendo che soldi nopn ce ne sono e non ce sono mai stati.
Ho chiesto al Commissario Valter Galante precise rassicurazioni sui contenuti e sui tempi di collocazione dei servizi della Casa della Salute di Canelli.
Tutto questo dovrà confluire in un nuovo Accordo di programma che vincoli non solo ASL e Comune ma anche la Regione Piemonte.
Il livello di garanzia deve essere il massimo.
Solo avendo ben chiaro quest’ordine di idee si potrà ragionare in ordine alla cessione del fabbricato che affaccia su via Alba.
Sono molto preoccupato per i tempi che rischiano di dilatarsi in modo vertiginoso, per i tempi di attuazione della variazione di destinazione della palazzina da vendere (oggi è di proprietà dell’ASL e destinata a servizi). Sono altresì preoccupato della scarsa appetibilità degli immobili in questione, stante il periodo di crisi e il surplus di offerta commerciale ed anche residenziale su piazza.
Diversamente correremmo il rischio di vendere l’immobile salvo poi scoprire che la vendita non è sufficiente per quanto si deve fare. Non è la stessa cosa ristrutturare genericamente un immobile e invece adeguarlo per l’installazione della mammografia, della dialisi e della fisiatria. Dovranno certo trovare colllocazione gli sportelli del CISA (Canelli è il maggiore contribuiente) e i medici ancora con studi esterni alla Casa della Salute; se l’ASL vuoler procedere ad un vero risparmio, può destinare alla struttura canellese i servizi sanitari sparsi sul territorio posizionati in locali affittati da terzi, tanto a Nizza che a Canelli.
Ho chiesto al Commissario Galante di impegnarsi – includendola in un nuovo accordo – alla destinazione del fabbricato ex maternità a servizi socio sanitari, coinvolgendo soggetti privati, Università e Fondazioni bancarie.
Allettante il progetto di Bielli di destinare l’ex maternità ad una biblioteca: ma oggi la nostra città richiede sanità, salute e servizi; una biblioteca ce l’abbiamo già.

Ancora sulla Casa della Salute di Canelli

1. L’ASL ritiene che Canelli non abbia altre necessità sanitarie. E non è vero. Ci sono queste:

  • -  nuovi spazi per altra attività specialistica (in questo modo si libera spazio in CdS per altri 4 medici di base canellesi, ancora esclusi, oltre alla collaboarzione prevista coi 3 medici della Valle Bormida)
    - attivazione della mammografia/ecografia (il cui strumento è già stato acquistato)
    - trasferimento del 118 H12 (a servizio di tutta la popolazione canellese, anche di quella che accede al proprio medico per un emergenza), attualmente ospitato in Croce Rossa
  • - attribuzione di spazi adeguati per il Consultorio Famigliare, la cui attività rivolta a pz sensibili (adolescenti, donne per IVG, counseling psicologico) che non deve perdere di identità propria (si agisce in un ottica di prevenzione/orientamento e non di cura)
    - ritrasferimento del Servizio territoriale di Recupero Riabilitazione Funzionale (fisiatria per intenderci), ora in Casa di Riposo
  • - ritrasferimento del servizio di Dialisi, con postazioni diurne, ora in Casa di Riposo
    - spazi per le attività socio-assistenziali, in primis lo Sportello Unico Socio Sanitario previsto dalle norme Regionali
  • - una serie di spazi accessori e di compensazione necessari al buon funzionamento della struttura (portineria, sala riunioni/conferenze, saletta mensa per gli operatori, uffici direzionali distrettuali, …)
  • - la Guardia Medica di via Asti,
  • - la specialistica non è innovata (e qui ne abbiamo una lunga lista), manca tutta la radiodiagnostica;
  • - lo sportello del CISA, mancano alcune specialistiche in passato presenti;

2. L’ASL non vuole avere grane circa il decoro urbano e la sicurezza, ed è consapevole che prima o poi dei soldi dovrà tirarli fuori.

3. L’ASL non ha i soldi  e/o non vuole cercarli per finire i lavori.

L’ASL vuole fare cassa e l’ex Ospedale di Canelli potrebbe servire (non ha i soldi, a causa della Regione e delle spese correnti, neanche per ottemperare al primo lotto dell’ospedale di Nizza).

4. Il Comune è pressato dai cittadini sulla riqualifica dell’area e sui servizi (ancora solo sulla carta), ma non ha soldi.

C’è un accordo tra ASL e Comune

ne allego il testo qua sotto (vi sottolineo le parti interessanti), vi renderete conto di quali sono gli obblighi che ASL e Comune di Canelli si sono assunti che entrambi vogliono rivedere. Cosa succederà? Verrà rivisto e riscritto l’accordo e, a pensando male, immagino con i seguenti punti:

1. il Comune cambierà le destinazioni d’uso di tutti e 3 i fabbricati (da servizi a commerciale o residenziale…);

2. l’Asl assegnerà un ruolo di mandatario al Comune (totalmente senza vincoli), affinché trovi privati disponibili ad investire sulle tre palazzine, omettendo qualsiasi vincolo sul tipo di attività proposta: alla presenza di vincoli, i fabbricati perdono di appetibilità e il Comune non trova nessun acquirente, vediamo cosa è capitato con l’ex ENEL, abbiamo dovuto promettere di far rimanere tutta la volumetria in città.

3. il privato diventerà affittuario (o acquisirà in piena proprietà) e ci metterà dentro cosa vuole, pagando l’Asl e il Comune.

Risultato: un bene pubblico, che nessuno vuole amministrare (bisogna faticare), diventerà lucro per privati senza alcuna certezza sulla restituzione di servizi ai cittadini canellesi; servizi promessi dal giorno della chiusura dell’Ospedale di Canelli, fino alle ridicolaggini della Fisiatria.

Occorre che al tavolo dell’accordo si mettano sicuri paletti

sullo spazio da riservare ai servizi ancora mancanti,

sulla caratteristica di servizi delle attività proposte;

sulla proprietà pubblica che deve rimanere tale e dei cittadini canellesi

PROTOCOLLO DI INTESA

“RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA OSPEDALIERA E ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI”

TRA

L’A.S.L. AT di Asti, con sede legale in Via Conte Verde n. 125 – 14100 ASTI – Casella Postale 130 – P. IVA 01120620057 – (di seguito denominata “A.S.L.”) rappresentata dal Direttore Generale, arch. Luigi ROBINO, nato Baldichieri d’Asti (AT) il 03.10.1957, domiciliato ai fini del presente Accordo presso la sede legale della stessa A.S.L. in Via Conte Verde n. 125 – 14100 ASTI;

E

Il Comune di Canelli (di seguito denominato Comune), partita IVA 00084540053, rappresentato dal Sindaco dr. Piergiuseppe DUS, nato a Canelli (AT) il 24/02/1955,  domiciliato ai fini del presente accordo presso la sede municipale in Canelli, Via Roma 37;

PREMESSO CHE

1. L’A.S.L. 19 (dal 01.01.2008 denominata ASL AT), con deliberazione n. 37 del 16.10.2006 del Commissario Straordinario, ha approvato il Programma triennale dei Lavori Pubblici per il triennio 2007-2009 ed il Programma Annuale 2007, in cui è inserita la previsione della realizzazione di Case della Salute, così come meglio individuato nello Studio di Fattibilità del 18.10.2006.

2. La Regione Piemonte, con apposito provvedimento – D.G.R. n. 65-5053 del 28.12.2006 – ha approvato, tra l’altro, gli interventi proposti dall’ASL 19 ovvero la destinazione del finanziamento ex art. 20, L. 67/88, III^ fase per la realizzazione dei “lavori di nuova costruzione di n. 1 Casa della Salute”, prevedendo una disponibilità finanziaria pari ad € 1.740.000,00.

3. Il Consiglio Regionale, con propria deliberazione D.C.R. n. 111-CR-7662 del 20.02.2007, ha ratificato la D.G.R. 28.12.2006 n. 65-5053 ovvero il finanziamento già stabilito dalla Giunta Regionale con la D.G.R. sopraccitata.

PRESO ATTO CHE

- Con D.C.R. n. 131-CR-23049 del 19 giugno 2007 di ratifica del provvedimento di Giunta Regionale D.G.R. n. 10-5905 del 21.5.2007 ad oggetto “Proposta al C.R. di approvazione del programma degli investimenti in edilizia e attrezzature sanitarie”, viene ribadita la suddetta assegnazione.

- L’ASL 19 (dal 01.01.2008 denominata ASL AT) è proprietaria di un’area censita al Catasto Terreni Fg. 14, particella 161, qualità Ente Urbano, con una superficie di 1 ha, 27 are, 10 ca ovvero 12.710 mqe dell’immobile ex presidio ospedaliero in esso ubicato.

- L’intervento proposto tende a restituire l’area alle condizioni storiche originarie: il presidio infatti, realizzato dal 1897 al 1901 dai canellesi dopo anni di attività per il reperimento della copertura  finanziaria (donazioni, beneficenza, balli e cerimonie dedicate, etc.), è stato nel secolo successivo ampliato con altri padiglioni diversi da quelle che erano le caratteristiche tipologiche originarie.

- E’ stata pertanto studiata, dopo un primo esame delle condizioni storiche, strutturali, impiantistiche etc. dei corpi di fabbrica attualmente edificati, una proposta di restauro, consolidamento e ripristino dei Padiglioni originari, appunto per un rispettoso ritorno all’aspetto originario ed al suo decoro storico, demolendo le superfetazioni e con una pulizia ed un riordino complessivo dell’area edificata e del parco.

VISTO

- Il progetto-tipo per i lavori di nuova costruzione del presidio territoriale “Casa della Salute”, redatto dall’ASL 19 ad ottobre 2006.

- Lo studio preliminare per l’inserimento della Casa della Salute nell’area dell’ex presidio ospedaliero di Canelli, redatto dall’ASL 19 a novembre 2006.

- L’ “Estratto del verbale dell’Equipe Territoriale Canelli-Bubbio” sottoscritto in data 13.2.2007 dai MMG, ed approvato in data 15.02.2007 dai componenti dell’Ufficio di Coordinamento del Distretto Asti Sud.

- Il “Protocollo d’intesa per la realizzazione e la gestione della Casa della Salute della Comunità Collinare ‘Tra Langa e Monferrato’ – area di Canelli”, sottoscritto dal Presidente della Comunità Collinare, dal Sindaco di Canelli, dal Referente dell’Equipe Territoriale Canelli-Bubbio e dal Direttore Generale dell’ASL 19, e dal Presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto di Asti sud.

RILEVATO CHE:

- Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Area Beni Culturali e Paesaggistici, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, con nota n. 12958/07 del 31.7.2007 ha inviato la notifica del provvedimento di tutela del 30.7.2007, indicando i corpi di fabbrica individuati come “nuclei protetti”.

- Nel corso del 2007 l’ASL ha progettato, dopo aver acquisito i necessari pareri, aggiudicato e realizzato l’intervento di demolizione parziale dell’ex presidio ospedaliero di Canelli, finalizzato alla collocazione della nuova Casa della Salute.

- L’ASL ha redatto altresì il progetto definitivo relativo alla realizzazione della nuova Casa della Salute, consistente nella costruzione del nuovo fabbricato e nella ristrutturazione di una prima porzione del fabbricato storico ex- ospedaliero. Sono stati anche in questo caso acquisiti i necessari pareri degli Enti: Permesso per Costruire del Comune di Canelli, parere Igiene Pubblica, parere CROOPP e si è in attesa del parere Soprintendenza Regionale per i beni Architettonici. Alla luce dei pareri espressi sono in corso gli aggiornamenti degli elaborati di progetto da porre a base di gara di appalto con la modalità di appalto integrato per progettazione esecutiva e realizzazione dell’opera. Contestualmente è in corso di redazione il bando di gara per appalto integrato.

Tutto ciò premesso,

SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE

Articolo 1 – Premesse

1. Le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente accordo, al fine di riqualificare l’area ex-ospedaliera ed organizzare i servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio canellese e della Comunità Collinare “Tra Langa e Monferrato”.

Articolo 2 – Oggetto del Protocollo di Intesa

1. Il Protocollo di Intesa, nell’ambito degli interessi istituzionali degli Enti stipulanti l’intesa e ai fini del perseguimento dell’obiettivo del potenziamento e razionalizzazione dei servizi sanitari garantiti dall’ASL 19 sul territorio del Comune di Canelli, si propone di favorire la ristrutturazione ed il recupero funzionale dell’area occupata dall’ex presidio ospedaliero di Canelli, attraverso una serie di interventi integrati e coordinati.

2. Il presente documento definisce gli adempimenti posti a capo di ciascun soggetto che partecipa all’attuazione del programma al fine di consentire la coordinata realizzazione degli interventi.

3. Per migliore ed univoca identificazione degli immobili interessati dal presente Protocollo, si allega, a farne parte integrante e sostanziale, una copia della Tavola 4 del Progetto definitivo della “Casa della salute” da realizzarsi nell’area dell’ex presidio ospedaliero di Canelli agg. 11.2.2008, redatta a cura dell’ASL e di qui innanzi per brevità definita “planimetria”.

Articolo 3 – Linee di indirizzo per il percorso da intraprendere dai soggetti sottoscrittori del Protocollo di Intesa

Per raggiungere l’obiettivo di cui all’art. 2, si conviene di avviare il seguente percorso politico/amministrativo:

1. l’ASL agisce prioritariamente per il restauro ed il recupero di tutti gli edifici (ex p.o., ovvero quelli identificati nell’allegata planimetria con i nn. 1, 2, 3 e 4); il Comune agisce prioritariamente per la viabilità e le aree a verde e parco, nonché contribuendo per lo spostamento della cabina ENEL per la parte relativa alle utenze diverse dall’ASL;

2. per la riqualificazione dell’edificio ex Casa di Riposo (identificato nell’allegata planimetria con il n. 5) sono previste le seguenti tappe:

a. valorizzazione dell’immobile con perizia giurata e asseverata;

b. interventi da parte sia del Comune sia dell’ASL per il recupero a destinazione sociosanitaria dell’immobile;

c. al termine dell’esecuzione degli interventi, sulla base degli importi rispettivamente spesi ed investiti, verrà suddivisa la proprietà degli immobili e/o delle aree, sempre coerentemente con la linea di azione indicata nei punti precedenti o, in alternativa alla proprietà, verranno recuperati i fondi investiti;

3. trattandosi di un percorso unitario, i vari progetti insistenti sull’area in argomento saranno realizzati dal Comune e dall’ASL a seguito di approvazione congiunta dei medesimi.

Articolo 4 – Impegni dei soggetti sottoscrittori del Protocollo di Intesa

L’Azienda Sanitaria Locale AT di Asti si impegna a:

1) Redigere il progetto relativo alla riqualificazione dell’area ex p.o., con la nuova costruzione della Casa della Salute ed il recupero dei padiglioni originari del p.o.

2) Acquisire tutti i pareri, le approvazioni ed i nulla osta, previsti dalla normativa vigente, da parte dei soggetti preposti.

3) Espletare la gara d’appalto ed eseguire l’opera che, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, verrà presumibilmente divisa in due lotti funzionali e funzionanti, compatibilmente con la copertura finanziaria:

a. Realizzazione della Casa della Salute (finanziato con D.G.R. n. 65-5053 del 28.12.2006 e seguenti, come in premessa elencato) e ristrutturazione di una prima parte del padiglione attiguo.

b. Restauro e recupero dei padiglioni originari, destinandoli ad ospitare i servizi sanitari territoriali attualmente dislocati in più sedi nel territorio di Canelli e di Nizza.

4) Predisporre e perfezionare il frazionamento catastale, con le variazioni di cui al presente Protocollo di intesa .

5) Garantire, utilizzando le dotazioni finanziarie disponibili indicate ai punti precedenti, la realizzazione di tutte le opere strutturali, impiantistiche ed accessorie, la fornitura di tutte le apparecchiature e gli arredi, l’assegnazione di tutto il personale medico, sanitario, ausiliario ed amministrativo necessari per consentire lo svolgersi, negli immobili e nell’area oggetto del presente Protocollo di Intesa (meglio descritti al precedente punto) delle funzioni previste dall’apposito Protocollo d’intesa per la realizzazione e la gestione della Casa della Salute della Comunità Collinare “Tra Langa e Monferrato” – Area di Canelli;

6) Cedere in comodato d’uso venticinquennale al Comune di Canelli i sedimi destinati ad aree a verde e percorsi pedonali, per una superficie complessiva di circa 3.517 m2, e identificati ai nn. 11, 12, 13, 33, 34, 36 e 39 dell’allegata planimetria;

7) Cedere gratuitamente in piena proprietà i sedimi da adibire a viabilità pubblica, area verde e area di localizzazione della nuova cabina Enel, per una superficie di circa 1.507 mq, e identificati ai nn. 10, 23, 35 e 41 dell’allegata planimetria.

Il Comune di Canelli si impegna a:

1) Realizzare la viabilità pubblica prevista sull’area di cui al precedente punto 7) , sistemare le aree verdi ed i percorsi pedonali di cui al precedente punto 6), intendendosi l’esecuzione delle opere necessarie, e la fornitura delle attrezzature idonee per metterle a disposizione degli utenti ASL e dei cittadini di Canelli, garantendo successivamente la manutenzione ordinaria e straordinaria;

2) Contribuire in misura non superiore al 50% alle spese necessarie per lo spostamento della cabina ENEL attiva (attualmente funzionante anche per alcune residenze di via Alba) dalla localizzazione attuale al punto indicato al n. 9 nella planimetria allegata;

3) Assumere l’onere della manutenzione ordinaria delle aree verdi interne al complesso sanitario, per una superficie complessiva di circa 1.146 mq., e identificate ai nn. 14, 16, 19, 20, 29 e 32 dell’allegata planimetria, dando atto che per l’area identificata al n. 22 (di mq. 393 circa) si è ipotizzata la trasformazione a parcheggio e che le aree identificate ai nn. 15, 17, 18, 21, 24, 25, 26, 27, 28, 30 e 31 (per complessivi mq. 463 circa) appaiono di dimensioni così modeste da rendere probabili sostanziali modifiche nella fase di progetto esecutivo e che quindi in tale sede verrà congiuntamente concordata un’eventuale integrazione delle superficie soggetta a manutenzione ordinaria;

4) Verificare la possibilità di una futura copertura del Rio Pozzuolo per la realizzazione di area a parcheggio pubblico, così come indicato nella allegata Planimetria. Comune e ASL si impegnano altresì a definire l’utilizzo ed il conseguente adeguamento della palazzina 5 (ex Casa di Riposo), coinvolgendo il Consorzio CISA, le forze sociali e di volontariato, al fine di stimolare l’uso di carattere socio-sanitario dell’edificio.

Art. 5 – Allegati al Protocollo d’Intesa

Al presente Protocollo d’Intesa vengono allegati, come parte integrante e sostanziale:

- copia del provvedimento di tutela del 30.7.2007, espresso dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali e paesaggistici del Piemonte;

- planimetria delle aree e degli interventi, Tav. n. 4 “Planimetria generale con indicazione della sistemazione futura dell’area dell’ex p.o. di Canelli – agg. 11.2.2008”.

Art. 6 – Attività di controllo

1. Il Presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto Asti Sud si impegna a vigilare sul rispetto del presente Protocollo di Intesa.

Letto, confermato e sottoscritto.

Asti, 29 settembre 2008

Per la Città di Canelli, il Sindaco GIUSEPPE DUS

Per l’A.S.L. AT di Asti, il Direttore Generale ARCH: ROBINO LUIGI

Maroni & Romano

Ho ricevuto il comunicato stampa dell’ASL – che vedrete allegato in calce – in cui si annotava l’incontro fra i dirigenti dell’Azienda Sanitaria astigiana, capeggiata dal dott. Galante, e dai vertici amministrativi della Giunta canellese, ossia il sindaco e la neo assessore Balestrieri.
Frasi come “considerando che, a oggi, gli investimenti di edilizia sanitaria previsti per l’Astigiano riguardano essenzialmente la realizzazione dell’ospedale Valle Belbo, Asl e Comune hanno deciso di valutare insieme l’opportunità di giungere a una nuova definizione d’uso degli edifici” non possono che indurre al pensiero che la Casa della Salute di Canelli ed il termine della medesima sarà sacrificato per il futuro, molto futuro, nuovo Ospedale, che nel frattempo langue fra sterpaglie e gru arrugginite.
Attendo precise rassicurazioni da parte dell’Assessore Balestrieri, considerato che le rassicurazioni fornite dal Sindaco Gabusi nel corso del Consiglio Comunale, paiono oggi smentite seccamente dall’ASL di Asti.
Invito il Commissario Galante a relazionare alle Commissioni Consigliari del Comune di Canelli, come da richiesta depositata a suo protocollo da circa tre mesi e ad oggi priva di alcun riscontro.
Il confronto sulla questione è stato improntato al pragmatismo delle soluzioni fattibili, tenuto conto delle reali disponibilità economiche di Comune e Asl.”
In buona sostanza sarebbe più corretto dire che la Regione e l’ASL non li vogliono mettere.
Invito il Sindaco e l’Assessore Balestrieri ad abbandonare il costoso giochino della piscina e pensare a qualcosa di più concreto: il Comune faccia la sua parte per la realizzazione della Casa della Salute, nei lotti rimanenti. Le dismissioni dell’ex Enel, della Scuola del Secco, l’aumento degli incassi degli oneri di urbanizzazione, il risparmio di circa 150 mila Euro in personale dipendente, l’avanzo di amministrazione per circa 500 mila euro, consentono una seria progettazione e realizzazione, considerato che la parte progettuale da tempo è terminata.
Come dicevo poco tempo fa, nel corso del dibattito consigliare, questi sono gli esiti di un’amministrazione come l’attuale che si presenta sempre a braccia abbassate nel momento del confronto su temi importanti quali quello dei servizi sanitari per Canelli e la Comunità Collinare; esiti di basso profilo che considizioneranno il futuro delle condizioni di vita dei canellesi.
Concordo con il collega consigliere Marmo quando afferma che il quadro della Sanità a livello regionale, nell’astigiano, e per quanto di competenza a Canelli è francamente desolante e preoccupante: si pensi alla notizia del trasferimento del centro del 118 trasferito ad Alessandria con conseguenti disagi per operatori e utenti, portata a termine dopo le promesse a lungo formulate ai nostri amministratori sul servizio di pronto intervento su 24 ore da predisporre a Canelli, che pare destinato alla soppressione: se ne riparleremo, sarà fra un anno o più terminata la riorganizzazione di tutti i centri 118 di tutto il Piemonte.
Un modo di interpretare la politica che oggi rappresenta un lusso ed un errore che oggi la città di Canelli e le comunità circostanti non si possono permettere, per la loro stessa sopravvivenza.


ASL ASTI

Ufficio Stampa e Comunicazione

COMUNICATO STAMPA

La Direzione Asl oggi in Valle Belbo: incontro con il Comune di Canelli

e sopralluogo al cantiere del nuovo ospedale (fine lavori estate 2012)

Programmato da tempo, questa mattina si è tenuto a Canelli l’incontro tra la Direzione dell’Asl AT e il Comune. Con il commissario straordinario dell’Azienda, Valter Galante, sono intervenuti Paolo Marforio e Carlo Marino, rispettivamente direttore sanitario e direttore amministrativo, mentre il sindaco Marco Gabusi era affiancato dall’assessore alla Sanità Francesca Balestrieri.

L’incontro si è tenuto alla Casa della Salute, fulcro delle attività sanitarie nella cittadina spumantiera.

Due i punti, in particolare, su cui le parti si sono confrontate e accordate: entrambi riguardano terreni ed edifici situati sulla stessa area della Casa della salute. Tra i tre immobili presi in esame c’è anche l’ex ospedale: considerando che, a oggi, gli investimenti di edilizia sanitaria previsti per l’Astigiano riguardano essenzialmente la realizzazione dell’ospedale Valle Belbo, Asl e Comune hanno deciso di valutare insieme l’opportunità di giungere a una nuova definizione d’uso degli edifici. Soluzione da condividere necessariamente con la Regione e con il Consiglio Comunale canellese.

Il confronto sulla questione è stato improntato al pragmatismo delle soluzioni fattibili, tenuto conto delle reali disponibilità economiche di Comune e Asl.

Le parti si sono anche trovate d’accordo sulla necessità di risistemare il terreno esterno alla Casa della salute e destinato, in prospettiva, a una fruizione pubblica sotto la regia del Comune.

In merito alle notizie su un mancato potenziamento del 118 nell’area canellese, l’Asl ha precisato che prima di giungere all’eventuale riprogettazione dell’utilizzo dei mezzi di soccorso occorrerà attendere la conclusione del processo di accorpamento delle Centrali operative sull’intero territorio piemontese. Operazione che si realizzerà nel corso del prossimo anno.

Dopo l’incontro a Canelli, la Direzione Asl ha poi svolto un sopralluogo al cantiere del nuovo ospedale di Nizza. I lavori sono in stato di avanzamento e si prevede termineranno nell’estate 2012: il cantiere occupa una ventina di addetti, mentre di recente è salito a quattro il numero di gru impegnate sull’area.

Asti, 4 ottobre 2011

(124 – l. n.)

in bilico

Per vivere con onore

bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare,

ricominciare da capo e buttar via tutto

e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente.

La calma è una vigliaccheria dell’anima

La centrale operativa del 118 ad Asti si ferma il 29 Settembre, ma il personale sanitario ad oggi non ha ricevuto alcuna comunicazione su turnazioni e modalità di copertura delle postazioni. La centrale Operativa 118 di Asti chiude.

Tutte le chiamate al 118 della provincia astigiana verranno gestite da Alessandria, mentre la postazione dell’ambulanza medicalizzata di Moncalvo continua a essere chiusa nelle ore notturne. Si tenta così il ridimensionamento del servizio 118 della provincia di Asti che ricadrà, inevitabilmente, sui cittadini. L’accorpamento è previsto per il 29 settembre prossimo ed il personale medico e infermieristico non sa cosa succederà, né come sarà impiegato. Rischiamo il disservizio.

Nell’articolo apparso sulla Stampa di Asti di Sabato 23 Luglio 2011 era riportata una intervista al Dr. Bono (Responsabile del dipartimento Regionale del 118), nella quale lo stesso spiegava il riassetto del servizio territoriale 118 alla luce della riforma regionale del 118. Nell’intervista si spiegava che a fronte della chiusura della Centrale Operativa di Asti vi sarebbe stato un contemporaneo rafforzamento del territorio con ambulanze a 24 ore a Moncalvo e Canelli.  L’Asl di Asti ha recepito prontamente la parte della riforma regionale che prevedeva la chiusura della Centrale Operativa di Asti (che avverrà il 29 Settembre 2011) mentre sulla parte riguardante il rafforzamento del servizio gli stessi continuano a tergiversare. Il personale sanitario ad oggi non ha ricevuto alcuna comunicazione su turnazioni, modalità di copertura delle postazioni e di applicazione dei protocolli operativi.

L’incontro congiunto tenutosi il 21 settembre scorso tra le direzioni aziendali della ASO Alessandria, ASL Asti, direttore del dipartimento 118, direttori delle CO di Alessandria e Asti e le OO.SS. dei medici dell’emergenza sanitaria 118, peraltro sollecitato dalle OO.SS. non ha sortito alcun risultato.

Quello che si è potuto accertare durante la riunione è la superficialità e l’assenza di programmazione con cui le aziende stanno affrontando l’accorpamento. L’incontro, come affermato dai dirigenti aziendali, era di natura informativa sui contenuti delle delibere regionali che prevedevano il riassetto delle Centrali; contenuti peraltro noti da mesi alle OO.SS.

Nulla è stato pianificato in merito alla gestione del personale medico e del personale infermieristico, all’esubero o alla carenza di personale, alla condivisione di protocolli operativi.

La discussione si è arenata e conclusa con la richiesta delle OO.SS. di aprire la sede di Moncalvo a 24 ore, apertura prevista e finanziata dalla programmazione regionale da tre anni ma che l’ASL di Asti, omissivamente, non hai mai posto in essere. Le aziende peraltro non hanno palesato proposte alternative. Per l’ennesima volta l’incapacità gestionale aziendale ricade sul personale medico e di conseguenza rischia di ricadere sui cittadini.

Scritto da Carmelo Zaccuri e Gian Carlo Protto, FIMMG

Canelli, pessimo inizio del Gabusi bis. Gabusi ci ha detto che dovranno impratichirsi della materia. Ci attende dunque un’altro periodo di fermo tecnico di questa città e per di piú su deleghe essenziali quali urbanistica e sanità. Nessun segnale sullo stato dei fatti arriva dai neonominati assessori, nessun segnale su quali siano gli intenti per i nuovi incarichi. Nel frattempo, della nomina dell’assessore al commercio operato come scelta dei commercianti non c’è più traccia. Evidentemente l’esperimento Mo non ha funzionato, ma perchè dunque andare a pescare fuori dalla compagine dei consiglieri?

Gabusi ci rassicura nel suo intervento: ai canellesi di quello che si dice qua dentro non gliene frega niente. Complimenti. Peccato che ci siano i fatti e i verbali di consiglio a raccontarci qualcosa dell’attuale Amministrazione.

Qualcosa evidentemente scricchiola nella maggioranza: intervengono i 50, più gli addetti stampa, siamo al rimpasto; alle dimissioni dell’Assessore ai Trasporti, Tagliati, che ha deciso di dedicarsi all’azienda di trasporti, quella di famiglia.

La novità, infine, è Piero Bottero, che subentra, visto che ne Franco Denny (continuerà ad occuparsi della Pro Loco bis) nè Foti hanno gradito l’incarico, ma deleghe per lui non ne sono rimaste: spero non debba attendere il Gabusi ter o qualche altra dimissione, Il Sindaco ci ha detto che è smanioso di fare, scalpita.

Marmo non c’è, è impegnato per attività istituzionali: no, anzi, compare come il fantasma dell’opera, lui che era il consigliere delegato all’urbanistica, quando si discute di pratiche edilizie, ossia un nuovo piano per insediamenti commerciali di grande distribuzione.

Nel frattempo Bielli ci ha propinato perle di saggezza in ordine alquanto sparso, sino a imprecare contro una manovra economica omicida, interpretando come debiti elettorali ogni ultima vicenda, dicendo che l’attuale Giunta è scollata con la realtà della città. Nel frattempo ha dimenticato di rappresentare, anche qui nel secondo comune della provincia astigiana, un partito ed una coalizione di governo, con tanto di simboli, che pensa di farci credere che Ruby Rubacuori è la nipote di Mubarak e ha votato con orgoglio contro l’arresto del primo ministro della Repubblica indagato per mafia.

Marmo è Responsabile – se non abbiamo capito male – lui a Roma ha votato e, dunque, una volta tanto, politicamente tace.

Si inizia di nuovo a navigare a vista.

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