Ho ricevuto pochi giorni or sono, in qualità di candidato alle prossime Elezioni Provinciali del 13 e 14 aprile 2008, una lettera accorata e preoccupata per il destino del commercio canellese.
Condivido quella lettera, in ogni suo passaggio, in virtù di una semplice considerazione, facilmente riscontrabile da ciascuno di noi, nei fatti e nelle parole della gente: si moltiplicano le serrande chiuse, anche in pieno centro, non nascono nuovi esercizi; ci si è abbandonati con rassegnazione e senso di impotenza all’apertura dell’ennesimo centro commerciale, outlet o discount; anche i mercati settimanali vivono un momento di grave crisi, così non riuscendo più ad essere quel naturale motivo per raggiungere, camminare e acquistare nella nostra città.
Le ragioni di tutto questo? A mio modesto avviso sono di tre ordine di ragioni, molto semplici, e a cui penso si possa dare, in concreto ed in breve tempo, adeguata alcune prime soluzioni.
La prima. Dal punto di vista urbanistico, Canelli non è una città accogliente, curata o, detto in altre parole, non sfrutta le sue particolarità per rendersi maggiormente vivibile, attraente e di interesse per chi nella nostra città non abita. Non abbiamo un centro in senso proprio e ben poco facciamo per valorizzarlo. La viabilità è sovente congestionata, mancano i parcheggi, l’arredo urbano è scadente, poco curato o sviluppato in modo (a me) incomprensibile.
La seconda. Dal punto di vista amministrativo, i commercianti canellesi (e anche i cittadini stessi) difficilmente sono coinvolti nell’ideazione, nella programmazione e nello sviluppo delle manifestazioni. Solitamente sono interpellati al fine di sgravare l’Amministrazione di tutto quanto sovra detto o contribuire al costo delle manifestazioni medesime. Non ho ancora sentito parlare di incentivi o più semplicemente promozione. Si confida nei grandi eventi: Canelli Città del Vino però si è trasformata in una riedizione della fiera novembrina; l’Assedio ha perso, via via, il suo valore storico per diventare sempre più sagra paesana; del Settembre Canellese, di Dulcis, delle manifestazioni sportive e culturali se ne è persa notizia da tempo, di altre nuove iniziative si è persa forse anche la speranza.
La terza. Canelli è slegata dal contesto provinciale in cui dovrebbe essere inserita con maggior rango di quanto oggi accade. Si parla con insistenza dell’iniziativa UNESCO – di cui mi auguro un felice esito – ma da sempre si è dimenticato di parlare di Capitale dello Spumante o di valorizzazione dell’ambiente rurale. Un esempio: Palio, Douja, Festival delle Sagre sono lontane da noi, addirittura snobbate.
Cosa fare. Innegabile che il cambio di marcia debba avvenire all’interno del Palazzo Comunale e non certo essere frutto di un’iniziativa del singolo assessore, ma di un’azione voluta dall’intera Amministrazione di concerto (significa incontro, discussione e accordo) colle categorie interessate.
Penso che al fine di rivalorizzare il commercio cittadino sia opportuno: risistemare le aree in cui si svolgono i mercati, liberando maggiori parcheggi; studiare un piano pedonale del traffico (aree chiuse al traffico in alcuni giorni della settimana o dell’anno e aperte solo ai pedoni); garantire una rete di trasporto dai paesi limitrofi a Canelli, e non solo a fini commerciali (si pensi alla futura Casa della Salute); sviluppare un programma organico di manifestazioni che a partire dalla primavera accompagnino il turista a Canelli sino a novembre; investire in modo oculato ma cospicuo sul decoro della nostra città (anche da un punto di vista architettonico e di recupero degli stabili).
Fare in modo di sviluppare manifestazioni che siano strettamente e direttamente collegate con quanto sviluppato ad Asti, di comune accordo con Ente Fiera, la Camera di Commercio. Ad esempio: sapevate che esiste in Provincia un Assessorato per il coordinamento gemellaggi e scambi, manifestazioni, sviluppo delle politiche commerciali astigiane? Oppure uno che si occupa, in modo specifico, di turismo, valorizzazione prodotti tipici, e formazione professionale. Proviamo a farli funzionare anche per Canelli ed il commercio canellese.
Nel frattempo potremmo rendere funzionale e funzionante il punto IAT, la cui utilità ad oggi è impercettibile; organizzare corsi gratuiti e di base di inglese e tedesco dedicati ai commercianti, o come suggerito, corsi di marketing (esistono strutture amministrative e locali ove poter fare ciò); ossia dotare il commerciante di tutti gli strumenti necessari per operare in regime di parità di concorrenza colla grande distribuzione.
Un invito però lo rivolgo anche ai commercianti canellesi: credo che il commercio canellese debba essere rappresentato in modo unitario e tramite associazione; non credo che il singolo abbia forza sufficiente per andare al di là della sfogo o della lamentela .
È necessario che in questa direzione, la Provincia ed il suo Consiglio si impegnino al confronto col territorio di cui sono espressione e colle categorie di lavoratori che danno vitalità alla nostra terra.
Io mi impegno a fare questo per Canelli e la Valle Belbo; per questo Vi chiedo di avere fiducia e di accordarmi la Vostra preferenza.
Un cordiale saluto

(prova delle scarpe al mercato)

