Leggendo i giornali in questi giorni, la mia memoria fa un balzo all’indietro. Mi pare nulla sia cambiato: assenteismo parlamentare, televisioni, questione giustizia, intercettazioni, deregulation, Robin Hood, cordate, discariche, proteste, esercito, immigrazione, economia, no tax area, manovra finanziaria, PIL … Per questo mi sono tornate in mente le parole di Bob Kennedy. Mi sembra che queste parole abbiano un che di profondamente attuale. Mi pare che questa visione si sia persa. Mi chiedo se non sia opportuno ritornare sui nostri passi.
Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle […]. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.
Robert Kennedy






Ciao Fausto, ho trovato un fantastico commento sulla situazione americana, espresso dal direttore di Vanity Fair International (non quello italiano che e’ assolutamente triviale!) Graydon Carter: “In less than a year the Bush administration will strut out of office, leaving the country in roughly the same condition a toddler leaves a diaper”.
Non servono altre parole.
Buon weekend!
Antonella (UK)
Chissà che fra un anno, o meno, non si debba dire le stesse cose dell’italico suolo, ridotto nella stessa condizione in cui un bambino ai primi passi lascia un pannolino.
Per rallentare l’amarezza che mi sale in bocca, non mi resta che rifugiarmi fra le note di “sotto le stelle del jazz”, che ovviamente ti dedico.
Buon fine settimana, Antonella, a presto.