«Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Non possono esistere gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti».
Antonio Gramsci, «La città futura», 11 febbraio 1917
Un mondo nel quale la politica si riduca al voto e ai sondaggi sarebbe inaccettabile perché stravolgerebbe la vita democratica. Nessuno mai riuscirà a reprimere la naturale tendenza dell’uomo a discutere, riunirsi, associarsi
Enrico Berlinguer, intervista a l’Unità, 18 dicembre 1983
«C’è il pericolo che la democrazia maggioritaria degeneri in dittatura maggioritaria e che un esercizio del potere (favorito dalla concentrazione senza precedenti delle sue varie forme: economico, mediatico-culturale, politico) alteri la stessa forma dello Stato. Auguriamoci naturalmente che ciò non avvenga»
Leopoldo Elia, già Presidente della Corte Costituzionale, scomparso pochi giorni or sono, da «Rassegna parlamentare», 2002
«È finita è finita. Per voi clandestini e marocchini biglietto di sola andata. La Lega ce l’ha sempre duro, clandestini di merda. Con questo governo la Padania è arrivata a Roma. I clandestini l’hanno capito…»
Mario Borghezio, europarlamentare della Lega, durante il giuramento di Pontida, Ansa, 1° giugno
«Il nostro futuro è una società sempre più pluralista perché gli immigrati sono tra noi e la strada dell’integrazione è faticosa ma è l’unica pienamente umana. La legalità è sacrosanta ma i diritti vanno rispettati: dobbiamo avere la capacità di vedere negli altri non degli avversari ma delle persone uguali a noi, con gli stessi diritti»
Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, «La Stampa» 3 giugno
«La reintroduzione del maestro unico sembra un ingenuo ritorno al passato. In un’epoca di specializzazioni la pluralità degli insegnanti e il lavoro d’equipe possono soddisfare meglio le esigenze di apprendimento dei bambini. E allora perché cambiare?”.
Nota della Sir, Agenzia dei Vescovi, 3 settembre
«Che nel nostro Paese ci siano genitori così sconsiderati da portare in piazza bambini di pochi anni la dice lunga sulla natura criminogena della sinistra. I figli vengono intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie»
Maurizio Gasparri, Ansa 18 ottobre
«Le statistiche sulle morti sul lavoro che periodicamente ci vengono trasmesse sono fasulle. È il momento di smetterla di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei»
Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, AdnKronos 6 agosto
«La realtà quotidiana ci ripropone casi drammatici persino ripetitivi nella loro dinamica, storie personali e familiari di dolore e sofferenza… Si è levato naturalmente un indignato “basta”, sinceramente condiviso, di fronte a tragedie come queste».
Giorgio Napolitano, intervento alla Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, 12 ottobre
«Questa amministrazione va verso il ventennio leghista, e voi capite che il ventennio è una cosa che mi ricorda il passato, la maschia gioventù che lavorava, faceva il suo dovere e obbediva alle leggi»
Giancarlo Gentilini, Lega Nord, prosindaco di Treviso, Ansa 16 aprile
«Ai miei tempi se uno voleva essere iniziato al sesso e non trovava signorine disponibili, doveva rivolgersi a chi per mestiere faceva quella attività. Oggi i ragazzi non hanno più questa esigenza, in quanto le ragazzine sono più intraprendenti dei maschi. In passato non era così, le ragazze non la davano e noi ragazzini dovevamo arrangiarci andando con le prostitute. I ragazzi oggi non hanno più questa necessità»
Filippo Berselli, An, presidente Commissione Giustizia del Senato, ApCom 10 settembre
«Sono presidente del Consiglio di un Paese molto solido, con alto livello di vita e di benessere. Possediamo il 72% del catalogo delle opere d´arte e di cultura d´Europa, il 50% di quelle mondiali, abbiamo 100.000 tra chiese e case storiche. Siamo il Paese che ha la squadra campione del mondo di calcio. Siamo il Paese del sorriso e della gioia di vivere»
Silvio Berlusconi, Ansa 10 settembre
«Io non ho vergogna a manifestare la mia fede politica. Del fascismo condivido ideali come la Patria e i valori della religione cattolica. Rifiuto le leggi razziali, l’alleanza con Hitler e l’ingresso in guerra, ma mi piace la capacità che aveva di assicurare l’ordine, garantendo la sicurezza dei cittadini»
Christian Abbiati, portiere del Milan, intervista a «Sportweek», Ansa 25 settembre
«La sequenza di atti di razzismo in Italia è impressionante: Napoli, Milano, Parma, Roma. Ma c’è chi non si vergogna, da posizioni di responsabilità nelle amministrazioni pubbliche e in Parlamento, ad incitare al disprezzo verso immigrati, rom, romeni, islamici, di volta in volta. C’è un clima irresponsabile e irrespirabile di “caccia al diverso” che rischia di ammalare la convivenza nelle nostre città»
Comunità di Sant’Egidio, Ansa 3 ottobre
«L´inno di Mameli è semi-funebre, non è adatto a coinvolgere le giovani generazioni. Per noi sarebbe molto più entusiasmante sentire il “Va´ Pensiero” ma nelle grandi cerimonie, magari all´inizio dell´anno scolastico. Questo vale soprattutto per la Padania. Per il resto del Paese direi che “Funiculì-Funiculà” sarebbe più adatto»
Mario Borghezio, Lega Nord, Ansa 30 agosto
(Parma- accertamenti su prostituta – Polizia Municipale)
(Parma – pestaggio ghanese – Polizia Municipale)
(Milano – omicidio a seguito di furto)









Ho riportato sul mio blog, e mi fa piacere riproporre perché, purtroppo, sempre attuale, questa poesia attribuita a Martin Niemöller, pastore luterano tedesco ed oppositore di Hitler, che per anni fu prigioniero in un campo di concentramento nazista. L’origine della poesia è incerta come pure le parole precise, ma il messaggio che porta è veramente incisivo:
Prima vennero per i comunisti,
e io non dissi nulla
perché non ero comunista.
Poi vennero per i sindacalisti,
e io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.
Poi vennero per gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.
http://donnaemadre.wordpress.com/2007/06/10/contro-il-pericolo-dellapatia-contro-la-gente-che-lascia-che-sia/