Auguri di Buon Natale e Felice 2014

Auguri di Buon Natale e Felice 2014

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Marco e Paola

Conosco Paola da circa trent’anni. Un filo che non si è mai interrotto.
Il pullman per raggiungere Asti, partendo dalla bassa astigiana. I primi amorazzi, la passione per gli astri e il destino.
La sorella Beba e gli improbabili giocatori di polo su erba. Gli incontri ai tempi dell’università, sconclusionati e confusi. Conservo una sua foto, cameriera in birreria, biondo platino, molto mood.
Poi il break, che quasi sempre nella vita capita. Ti sembra che quel filo ti sia scivolato dalle mani, caduto, definitivamente perso.
E invece no. Polla è cocciuta. Lei è tornata, anche se a Calosso non aveva più casa. Mi ha cercato.
Al suo fianco c’è Marco Zamperini e due bimbe bellissime, fatte di zucchero filato.
Seduti a tavola e nel frastuono di una festa di paese di fine vendemmia, quei fili si riannodano.
Lisa e Polla ridono, da subito complici: ci racconta della sua passione per il pane, parla frenetica, ridendo, intercalando. È felice, lo so.
Marco racconta del suo lavoro, del suo mondo, del suo viaggio in Cina e anche del pane.
Nel frattempo, i nostri figli giocano, guardano uno spettacolo di burattini, sdraiati sul selciato. Quasi li dimentichiamo nel frastuono della festa di paese.
Marco è un’entusiasta. Paola lo guarda con gli occhi innamorati, quelli di tanti anni fa. Sono felice per lei, per loro.
Con Marco, quest’estate, ci siamo scambiati un pò di arcaici sms, eravamo tutti in Francia, abbiamo tentato di vederci. Ma l’appuntamento era fissato, nel nostro calendario, questa settimana, loro a Cascina Matiot, poi tutti in paese per la sagra.
Volevo parlargli, raccontargli di un’idea fra Tv e Nuovi Media, sapere da lui. Mi avrebbe preso in giro per la politica ed il partito, io avrei riso.
Adesso quel filo si è spezzato, questa volta davvero.
Sono arrabbiato e disperato, Zampa.
Paola, ti abbraccio stretto, bacia le ragazze da parte mia.

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Figurina n. 123 – Fogliati Giovanni

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
Sole che batte sul campo di pallone
e terra e polvere che tira vento e poi magari piove

Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura

Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo
e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori tristi
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro al bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai

Nino capì fin dal primo momento,
l’allenatore sembrava contento
e allora
mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell’area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare

Ah Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal Coraggio, dall’Altruismo e dalla Fantasia

Il ragazzo si farà
anche se ha le spalle strette,
quest altro anno giocherà con la maglia numero sette.

La leva calcistica del 68 – Francesco De Gregori

L’uso improprio dei farmaci

Ogni giorno vado in farmacia, compro una scatola di pastiglie e questo mi fa sentire bene.
Ogni giorno il farmacista si spazientisce perchè non ricordo il nome dei farmaci e chiedo le pastiglie rosa o quelle verdi e, non so perchè, ma questo ai dottori dà molto fastidio.

Quasi ogni giorno il mio farmacista fa lunghi discorsi sulla farmacodipendenza e mi guarda con disappunto.
Quando non parla di dipendenza, il mio farmacista dice che un uomo con il mio aspetto, anche se ho 70 anni, non dovrebbe avere bisogno di tante medicine. Quando non dice questo, il mio farmacista cerca di convincermi a sostituire le medicine con orribili compresse verdi e ruvide a base di estratti vegetali.

Ogni sera torno a casa, apro le scatolette, estraggo tutte le pastiglie colorate e provo una gran soddisfazione.
Il mio farmacista non sa che con le sue preziose pillole e un pò di colla io passo le mie serate a costruire deliziosi oggetti colorati.
Lui non sa la gioia che provo nel vederle schierate sul tavolo con le loro forme perfette e i colori sgargianti, pronte per essere incollate.

Non sa come questo mi rilassi e mi aiuti a prendere sonno.
A volte il mio farmacista parla di ‘uso improprio dei farmaci’ e a me viene da ridere.

Annalisa Sacco